
Il termine «tema» è diventato un vocabolo piuttosto vago nel vocabolario dello scrittore, “povertà”, “guerra”, “amore” non sono temi: si riferiscono all’ambientazione o al genere. Un vero tema non è una parola, ma una frase – una frase chiara e coerente che esprima in modo irriducibile il significato di una storia.
Robert McKee
Ti è mai capitato che i lettori sembrassero “fraintendere” il tema centrale della tua storia?

Be’, forse non è colpa loro. Forse la storia ha preso una certa direzione senza che te ne rendessi conto e hai perso di vista ciò che volevi davvero comunicare.

McKee afferma che lo spettatore (nel nostro caso il lettore) deve essere in grado di afferrare il significato della storia nel suo insieme; costruire una mappa mentale nella quale ogni punto si interseca in maniera precisa, restituendo una visione e un valore chiari e complessivi.
Per far questo dobbiamo anzitutto avere in mente un’idea ben definita e abbastanza potente da poter reggere un’intera trama.

Quindi ti chiedo: sapresti riassumere in 5 righe e in modo chiaro la tua idea?
Per scoprire il tema della nostra storia o, come lo chiama McKee, l’idea di controllo, dobbiamo creare un collegamento tra l’inizio e il finale.
Nel mezzo ci saranno tutti gli eventi che porteranno inevitabilmente verso il finale prestabilito.
Più o meno così ⬇️⬇️⬇️

La storia dovrà procedere in un’unica direzione. Tutti gli eventi dovranno portare a un finale inevitabile. Il lettore dovrà pensare che non sarebbe potuta andare diversamente.

L’idea di controllo è composta da due elementi: il valore + la causa.
Il valore – che può avere natura positiva o negativa – si riferisce al valore centrale nel CLIMAX principale, il momento di massima tensione in cui il protagonista affronta la sfida più difficile. (Ogni storia ha dei micro climax e un CLIMAX principale, indipendentemente dal genere).
Una storia poliziesca con finale positivo (La calda notte dell’ispettore Tibbs) riporta un mondo ingiusto (negativo) alla giustizia (positivo), suggerendo una frase del tipo: «Giustizia è fatta».
In un Thriller politico a finale negativo (Missing – Scomparso) nel climax la dittatura militare detiene saldamente il potere suggerendo una frase negativa tipo: «La tirannia prevale».
Una trama educativa a finale positivo (Ricomincio da capo) trasforma il protagonista da uomo cinico che pensa solo a se stesso in una persona sinceramente affettuosa e altruista, suggerendo: «La felicità riempie le nostre vite».
Robert McKee

La causa è la motivazione per cui il valore – positivo o negativo – si è modificato fino ad arrivare allo stato attuale.
Le domande da porsi:
- Il momento di massima tensione della storia conduce il protagonista a una situazione positiva o a una situazione negativa?
- Come si è arrivati a un finale positivo? Come si è arrivati a un finale negativo?
- Per mezzo di quali strumenti, situazioni, eventi siamo giunti fino a questo – inevitabile – momento?
Qui sotto ti riporto le parole di Robert McKee dal suo libro STORY:

Esaminando il finale chiedetevi:
«Dopo questa azione culminante quale valore caricato positivamente o negativamente viene portato nel mondo del mio protagonista? Poi andando a ritroso partendo da questo climax e scavando alla base chiedetevi: qual è la causa principale, o la forza, o i mezzi mediante i quali questo valore viene portato all’interno del suo mondo?»
La frase che ricavate dalle risposte a questi due quesiti diventa la vostra idea di controllo.

L’ennesima conferma che la progettazione è alla base di una buona storia e che ci aiuta a mantenere «un controllo reale» sui valori che vogliamo trasmettere al pubblico; un controllo che non avremmo se scrivessimo semplicemente di getto e ci lasciassimo trasportare dalla corrente.
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A presto :)



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