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Scrittori o Content Creator? Come promuovere il tuo romanzo d’esordio senza impazzire dietro l’algoritmo

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Ti è mai capitato? Accendi il PC con la ferma intenzione di scrivere quel capitolo cruciale. Hai le idee chiare e i tuoi personaggi sono pronti ad agire, eppure c’è un pensiero ti ossessiona:

“Oggi non ho ancora pubblicato nulla su Instagram e su TikTok c’è quel trend musicale che sta spopolando, dovrei usarlo per creare hype intorno al mio libro”.

Risultato? Passi le successive due ore a editare un video, cercare gli hashtag giusti, impazzire su Canva per una grafica e controllare le visualizzazioni ogni cinque minuti. Quando chiudi lo smartphone, la creatività è azzerata, non hai scritto nemmeno una parola della tua storia e provi un profondo senso di colpa e frustrazione.

Se ti riconosci, respira: non sei solo e, soprattutto, non è colpa tua.

Oggi agli scrittori emergenti viene chiesta una competenza che esula completamente dalla scrittura: trasformarsi in content creator a tempo pieno.

Ma è davvero questa l’unica strada per farsi notare nell’editoria di oggi? O stiamo cadendo tutti nella trappola del burnout da algoritmo?

La tossicità del “Devi essere ovunque e in modo costante”

Viviamo nell’era della reperibilità totale. Ci è stato ripetuto fino alla nausea che per vendere un libro bisogna essere presenti e costanti su ogni piattaforma: tre TikTok al giorno, un Reel quotidiano, storie continue su Instagram, magari un canale YouTube e discussioni su Threads.

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Io stessa, come editor, ho rinunciato a essere costantemente presente sui social. Ci ho provato, davvero. Ne sono uscita distrutta e con meno tempo da dedicare al mio vero lavoro: l’editor.

Per me la soluzione è stata prendermi una lunga pausa dai contenuti, cercando di dedicarmi esclusivamente all’editing. Mesi dopo posso dire di aver fatto la scelta migliore: allontanarmi dai social e concentrarmi sul blog. Il resto è soltanto un contorno.

Avere un approccio quantitativo, infatti, si scontra con due dure realtà:

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  1. Il tuo target non cerca balletti: i lettori forti, quelli che comprano i libri, fanno passaparola e non hanno bisogno di contenuti vuoti o trend passeggeri. Amano le storie, la connessione emotiva che possono guadagnarne.
  2. L’algoritmo non è un editore: confondere il numero di visualizzazioni e interazioni con il valore della tua opera è il primo passo verso il burnout. Se il tuo video ha raggiunto solo 200 visualizzazioni non significa che il tuo romanzo sia brutto; significa solo che l’algoritmo quel giorno ha preferito mostrare video di gattini.

Disperdere le tue energie su cinque canali diversi ti porterà soltanto a odiare la promozione e forse, a lungo andare, anche la scrittura.

I veri danni del Burnout

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Quando il marketing selvaggio prende il sopravvento, a pagarne le spese sei tu, autore e autrice. Creare contenuti per i social richiede un dispendio di energia mentale identico (se non superiore) a quello della scrittura creativa ed è a tutti gli effetti un secondo (o terzo) lavoro.

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Se consumi tutta la tua quota giornaliera di creatività per assecondare le regole di una piattaforma, non ti rimarrà nulla per il tuo romanzo.

Ma ricorda: la migliore strategia di marketing per uno scrittore è scrivere un libro eccezionale. Un libro mediocre, anche se spinto da un milione di visualizzazioni, si fermerà dopo pochi giorni. Un libro straordinario, invece, cammina sulle sue gambe.

Il marketing sostenibile per scrittori

Come uscirne? Come trovare lettori senza impazzire? La parola chiave è scegliere.

1. Concentrati su un solo canale

Scegli la piattaforma che senti più affine alla tua personalità. Ami i video spontanei e veloci? Scegli TikTok. Preferisci la cura estetica e la fotografia? Scegli Instagram. Ti piace approfondire e scrivere lunghe riflessioni? Apri un blog.

Concentrati su un solo canale e impara a usarlo bene, il resto ignoralo!

2. Applica la regola dell’80/20

Il tuo tempo è prezioso: dedica l’80% del tempo disponibile alla scrittura, alla pianificazione, alla lettura e alla revisione dei tuoi testi. Solo il restante 20% deve essere destinato alla promozione e alla creazione di contenuti.

La scrittura deve sempre venire prima.

3. Smetti di “inventare” contenuti, mostra il dietro le quinte

La promozione più efficace per un autore non è dire “Comprate il mio libro!”, ma trascinare i lettori nel proprio processo creativo. Non devi inventare nulla da zero: trasforma la tua routine in contenuto.

  • Mostra la tua scrivania disordinata
  • Condividi i tuoi dubbi su un punto della trama
  • Spiega come hai scelto il nome di un personaggio
  • Racconta le tue reference musicali o visive mentre scrivi

Questo tipo di storytelling richiede pochissimo sforzo, è naturale e crea un legame intimo e fortissimo con chi ti segue.

4. Costruisci una Newsletter

Se domani una piattaforma decidesse di chiudere o di azzerare la visibilità dei tuoi post, perderesti il contatto con tutti i tuoi follower. Una newsletter, invece, è tua. Curare una lista di contatti (anche inviando solo una mail al mese con aggiornamenti sinceri sul tuo libro) ti permette di avere un canale diretto, protetto e ad altissima conversione.

Riprenditi il tuo tempo

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Promuovere il proprio lavoro è importante, ma non può e non deve diventare una prigione. Il tuo compito principale, la tua vera vocazione, è dare vita a storie che meritano di essere lette.

La prossima volta che provi ansia da prestazione per non aver pubblicato un post, spegni il telefono, apri una pagina bianca e scrivi. Quello sarà sempre il miglior investimento per il tuo futuro da scrittore.

E tu come vivi il rapporto con i social?

Ti capita mai di sentirti in colpa perché passi più tempo a creare grafiche o video invece di scrivere? Qual è la tua più grande frustrazione quando cerchi di promuovere il tuo romanzo?

Parliamone nei commenti qui sotto. Ti aspetto <3


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